Negli ultimi dodici mesi, l’Italia ha registrato significative variazioni nell’indice dei prezzi al consumo, che riflettono l’andamento dell’inflazione e il suo impatto sul costo della vita. Contestualmente, il costo del denaro, misurato attraverso l’Euribor, ha subito delle modifiche che influenzano direttamente il mercato finanziario e i prestiti.

L’Inflazione in Italia: Dati ISTAT

Secondo i dati ISTAT, ad aprile 2024, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (escludendo i consumi di tabacco) è salito a 119,3, con una variazione annua del +0,8% rispetto ad aprile 2023. Questo incremento, se ridotto del 75%, corrisponde a un +0,6%. Analizzando un arco temporale più ampio, rispetto ad aprile 2022, l’incremento è stato dell’8,8%, ridotto al 75% diventa un +6,6%.

Questi dati evidenziano un’inflazione moderata nell’ultimo anno, con un’accelerazione più marcata rispetto ai due anni precedenti. L’aumento dei prezzi ha avuto un impatto significativo sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, specialmente in un contesto di ripresa economica post-pandemica e di crisi energetica globale.

L’Andamento del Costo del Denaro: Euribor

Parallelamente all’inflazione, il costo del denaro in Europa, misurato dall’Euribor, ha mostrato una tendenza all’aumento. L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie tra le principali banche europee e rappresenta un indicatore chiave per il costo dei prestiti bancari.

Nell’ultimo anno, l’Euribor a 3 mesi è salito costantemente, passando da valori negativi a positivi, segnalando un inasprimento delle politiche monetarie da parte della Banca Centrale Europea (BCE) nel tentativo di contrastare l’inflazione. Questo aumento del tasso Euribor si riflette sui mutui e sui prestiti, rendendo più costoso il credito per famiglie e imprese.

Confronto e Implicazioni

L’aumento dell’inflazione, insieme al rialzo del costo del denaro, rappresenta una doppia sfida per l’economia italiana. Da una parte, l’inflazione erode il potere d’acquisto delle famiglie, aumentando il costo dei beni e dei servizi essenziali. Dall’altra, l’incremento dell’Euribor rende più onerosi i finanziamenti, con un impatto negativo su investimenti e consumi.

La combinazione di questi fattori può rallentare la crescita economica, poiché le famiglie sono costrette a ridurre le spese e le imprese potrebbero trovare più difficile finanziare nuovi progetti. È essenziale monitorare attentamente l’evoluzione di questi indicatori per adottare politiche economiche mirate a sostenere la crescita e il benessere delle famiglie italiane.

Conclusione

In sintesi, l’analisi dell’andamento dell’inflazione in Italia nell’ultimo anno, in relazione al costo del denaro misurato dall’Euribor, mette in luce le complesse dinamiche economiche in atto. La gestione di queste variabili sarà cruciale per garantire la stabilità economica e il miglioramento della qualità della vita nel paese.

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    Il mercato immobiliare di Torino ha mostrato tendenze significative nel 2023, come evidenziato nel report pubblicato il 5 giugno 2024 dalla Direzione Regionale Piemonte in collaborazione con vari uffici provinciali dell’Agenzia delle Entrate. Questo articolo offre un’analisi dettagliata del mercato immobiliare residenziale torinese, ponendo l’accento sulle compravendite, le quotazioni, e le prospettive future.

    Compravendite in Calo

    Nel 2023, il mercato immobiliare piemontese ha subito una battuta d’arresto significativa con circa 64.000 transazioni, segnando un decremento medio dell’8,9% rispetto all’anno precedente​​. Torino, la provincia più popolosa, ha contribuito per il 53,7% del totale regionale con 34.226 compravendite normalizzate​​. Tuttavia, anche qui si è registrato un calo del 9,8% nelle compravendite rispetto al 2022.

    Tra le città capoluogo, Torino ha mostrato un decremento del 7,8%, con un totale di 14.883 transazioni. Questo dato pone il capoluogo al primo posto per numero di transazioni, rappresentando il 69,5% del totale delle compravendite nelle città capoluogo piemontesi​​.

    Quotazioni Medie del mercato immobiliare a Torino

    Le quotazioni medie degli immobili a Torino sono tra le più alte della regione, con un valore medio di 2.256 €/mq nel capoluogo. Questo valore è significativamente superiore rispetto ad altre città piemontesi come Biella, dove la quotazione media è di 818 €/mq​​. Le quotazioni hanno mostrato un leggero incremento rispetto all’anno precedente, in linea con la tendenza regionale.

    Analisi Storica e Dinamica del Mercato immobiliare a Torino

    Dal 2004 al 2023, il mercato immobiliare torinese ha subito diverse fluttuazioni. Dopo un crollo tra il 2006 e il 2009, seguito da un periodo di stabilità, il numero di compravendite è diminuito nuovamente tra il 2011 e il 2013, per poi risalire fino al 2020. La pandemia di COVID-19 ha causato un brusco calo nel 2020, ma il mercato ha mostrato una ripresa significativa nel 2021, continuando a crescere fino al 2022 prima di invertire la tendenza nel 2023​​.

    Dimensioni degli Immobili

    La superficie media delle abitazioni compravendute a Torino è di 82 mq, inferiore rispetto alla media regionale di 108,5 mq. Le abitazioni più grandi sono state scambiate in province come Asti e Biella, dove la superficie media supera i 120 mq​​. Questo dato riflette una preferenza crescente per abitazioni di dimensioni più ridotte, sia in città che nelle province.

    Indicatori di Mercato

    L’indicatore di intensità del mercato immobiliare (IMI), che misura la movimentazione degli immobili rispetto allo stock presente sul territorio, ha registrato una contrazione sia a livello provinciale che nei capoluoghi. A Torino, l’IMI per il 2023 si attesta al 2,95%, con una differenza rispetto all’anno precedente di -0,25​​.

    Prospettive Future

    Le previsioni per il mercato immobiliare torinese sono influenzate da vari fattori economici e sociali. La leggera ripresa delle quotazioni indica un potenziale stabilizzarsi del mercato nel breve termine. Tuttavia, l’andamento delle compravendite suggerisce la necessità di monitorare attentamente le dinamiche del settore per capire se il trend negativo del 2023 continuerà o se ci sarà una nuova inversione di tendenza.

    Approfondimenti e Risorse Utili

    Per chi fosse interessato a esplorare ulteriormente le dinamiche del mercato immobiliare a Torino e in Piemonte, si consiglia di consultare i seguenti link:

    Conclusione sul mercato immobiliare a Torino

    Il 2023 è stato un anno di cambiamenti per il mercato immobiliare torinese, caratterizzato da una diminuzione delle compravendite e una lieve crescita delle quotazioni. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per investitori, acquirenti e professionisti del settore che operano a Torino e in Piemonte. Il monitoraggio continuo e l’analisi dei dati saranno essenziali per anticipare le tendenze future e adattarsi alle nuove sfide del mercato.

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    Il mercato immobiliare a Torino nel secondo semestre del 2022. Nonostante il quadro congiunturale in generale stia peggiorando, il mercato immobiliare residenziale torinese continua a crescere. 

    La performance mostra che il settore della compravendita si è innalzato, posizionando Torino tra le città più performanti delle 13 analizzate. 

    TORINO - Il mercato immobiliare totali compravendite

    Anche il settore della locazione residenziale sta continuando ad evolversi positivamente, con tutti gli indicatori che compongono l’Indice di performance che si posizionano al di sopra della media relativa ai 13 mercati analizzati, tranne per l’attività transattiva che ha subito un lieve arretramento. 

    Tuttavia, sul fronte degli immobili non residenziali, l’Indice di performance continua a rimanere negativo, nonostante una leggera risalita negli ultimi periodi.

    Inoltre,vi sono alcuni progetti di sviluppo e riqualificazione in cantiere a Torino, che daranno impulso al mercato immobiliare e renderanno il territorio più attrattivo. 

    Tra questi progetti, vi è il restyling del Marriott Hotel, la costruzione dello Student Hotel e la demolizione dell’ex Centro Congressi per la costruzione del Palazzo Contemporaneo.

    SETTORE RESIDENZIALE
    TORINO – Il mercato immobiliare

    TORINO - Il mercato immobiliare residenziale
    TORINO – Il mercato immobiliare residemziale

    Vi è una espansione del settore residenziale nel secondo semestre dell’anno, che è durata per un anno e mezzo. 

    Tuttavia, questo trend potrebbe ridimensionarsi nei prossimi mesi a causa dei cambiamenti di contesto intervenuti. 

    L’attività transattiva è aumentata, ma la variazione annuale è notevolmente più contenuta rispetto all’anno precedente. 

    Nonostante ciò, la maggior parte della domanda è ancora rivolta all’acquisto di abitazioni con un finanziamento, anche se molti operatori del settore hanno notato una riduzione della ricerca di case nei comuni della provincia da parte di coloro che risiedono nei comuni capoluogo.

    Il mercato immobiliare di Torino ha mostrato una buona performance nel secondo semestre del 2022, con un aumento dei prezzi delle abitazioni nuove e usate del 2,1% rispetto al semestre precedente e del 4,8% per le residenze nuove e del 4,2% per quelle usate su base annuale. 

    Le zone centrali e semicentrali della città hanno mostrato un maggiore incremento dei prezzi. 

    La domanda sul mercato rimane elevata, il che ha portato ad una riduzione del divario tra prezzo richiesto ed effettivo e una riduzione dei tempi medi di vendita delle abitazioni nuove e usate. 

    Tuttavia, nelle aree periferiche della città, il mercato immobiliare è meno dinamico con tempi più lunghi per concludere un’operazione di vendita e un divario tra prezzo richiesto ed effettivo più ampio.

    Il mercato della locazione ha visto un aumento dei canoni di affitto del 2,2% rispetto al semestre precedente, principalmente nelle zone semicentrali e periferiche della città.

    TORINO - Il mercato immobiliare residenziale Locazioni
    TORINO – Il mercato immobiliare residemziale Locazioni

    La domanda di locazione è cresciuta soprattutto tra gli studenti e i tempi medi di locazione sono diminuiti per entrambi gli appartamenti nuovi e usati. 

    Il rendimento potenziale lordo da locazione si è mantenuto stabile e si attesta al 5,3%. La componente della domanda rivolta all’acquisto di seconde case per investimento è in crescita, secondo il 64% degli agenti locali intervistati.

    TORINO – Il mercato immobiliare
    SETTORE NON RESIDENZIALE – UFFICI E NEGOZI 

    Il settore degli immobili di impresa è meno stabile rispetto al comparto abitativo, con una decrescita del 22% nelle transazioni degli uffici e del 20% per negozi e laboratori.

    TORINO - Il mercato immobiliare non redsidenziale

    I valori nel settore terziario sono in lieve calo (-0,3%) a causa dell’andamento negativo delle zone centrali e semicentrali, ma con una performance migliore delle aree periferiche. I tempi medi di vendita di un locale ad uso ufficio sono leggermente diminuiti a 8 mesi, ma il divario tra prezzo richiesto ed effettivo rimane elevato al 15,5%.

    Il segmento locativo degli immobili direzionali ha ottenuto risultati migliori della compravendita, con una variazione media del 1,1% a livello urbano e tempi medi di affitto che si sono accorciati da 5,8 a 5,5 mesi. I rendimenti potenziali lordi da locazione sono saliti al 5,6%.

    Nel settore commerciale, i valori di compravendita sono diminuiti del 0,8% in tutte le zone cittadine e i tempi medi di vendita sono aumentati leggermente a 7,5 mesi, anche se il divario tra prezzo richiesto ed effettivo è diminuito al 15,5%. La periferia torinese mostra un andamento migliore rispetto alle zone centrali e semicentrali, con sconti che raggiungono punte del 20%. I tempi medi per affittare uno spazio ad uso negozio sono calati da 5,8 a 5 mesi, mentre i rendimenti potenziali lordi da locazione sono rimasti invariati al 6,8%.

    Testo creato con intelligenza artificiale ChatGPT

    Fonte dati Nomisma e agenzia delle entrate